Casa di cura Villa Margherita, all’avanguardia da più di 60 anni



La Casa di cura privata Villa Margherita rappresenta un’eccellenza del settore medico.
In attività sin dal 1948, vanta strumenti e tecnologie di ultimissima generazione, servizi di terapia intensiva, sub-intensiva, diagnostica strumentale e per immagini, laboratorio
di analisi, a disposizione H24 tutti i giorni. Tra le specializzazioni, uno dei fiori all’occhiello è rappresentato dal servizio di urologia: «L’attività del servizio di urologia – spiega il responsabile, il dottor Paolo Pancalli, si esplica nell’ambito della prevenzione, della terapia e del follow-up di tutte le patologie dell’apparato ufo-genitale».

Dottore, cosa si intende per prevenzione?
«La prevenzione, che al suo interno comprende anche la diagnostica precoce permette di individuare le malattie al momento dell’insorgenza, consentendo quindi un trattamento immediato, più efficace e minimamente invasivo; le età maggiormente
interessate sono sicuramente quelle più avanzate, in cui i disturbi della minzione e i tumori a livello renale; e prostatico sono molto diffusi, ma non vanno dimenticati tutti quei processi patologici tipici delle età più giovanili, come ad esempio il varicocele, le infezioni dell’apparato urogenitale e i tumori del testicolo.
Una visita urologica accurata, associata ad esami strumentali morfologici come l’ecografia e l’ecocolordoppler o funzionali come l’urofiussimetria e l’esame urodinamico, concorrono al chiarimento diagnostico precoce.

Che tipo: di trattamenti vengono effettuati all’interno di Villa Margherita?
I trattamenti abbracciano tutti i più moderni ritrovati della chirurgia mininvasiva, senza escludere i trattamenti tradizionali, in quanto ogni intervento va calibrato sul tipo di patologia, lo stadio, le condizioni e la tipologia del paziente.
Per quanto concerne la grossa chirurgia renale e prostatica (nella maggior parte dei casi effettuata per problematiche di tipo neoplastico}, si utilizza primariamente l’approccio laparoscopico, ma anche la chirurgia tradizionale open. Il trattamento dell’ipertrofìa prostatica benigna è effettuato, sempre via endoscopica, con bisturi elettrico e radiofrequenza (Gyrus), oppure con laser ad Olmio.
Con tali tecniche, opportunamente padroneggiate, si riescono ad approcciare anche le prostate più voluminose, laddove soltanto pochi anni fa era necessario ricorrere ad un intervento a cielo aperto. Capitolo a parte merita la calcolosi renale e della alta via escretrice che, dopo un iniziale approccio farmacologico, viene anch’essa trattata endourologicamente mediante Laser.

Dott. Paolo Pancalli