Proctologia

Le malattie proctologiche (dal greco procto=ano) sono quelle che coinvolgono l’ano retto. L’ano insieme al retto (l’ultima parte del dell’intestino) devono essere considerati come un’unità anatomo-funzionale, dedicata a funzioni altamente specializzate, quali:

La specializzazione

La continua ricerca in ambito medico ha cambiato la vecchia concezione di specializzazione, soprattutto grazie all’innovazione tecnologica sia in ambito diagnostico che terapeutico, risultando pertanto obsolete specializzazioni in gastro-enterologia o colon-proctologia quando si parla di affezioni proctologiche, che oggi richiedono sempre più l’ausilio di super specialisti.

Innovazione

In proctologia nell’ultimo decennio è avvenuta una vera rivoluzione soprattutto in ambito terapeutico ricorrendo sempre più frequentemente a trattamenti chirurgici mini-invasivi come al esempio:

  • la THD per il trattamento della patologia emorroidaria,
  • la VAAFT per il trattamento delle fistole anali e rettali,
  • l’EPSIT per il trattamento delle fistole sacrococcigee e la neuro-modulazione sacrale per l’incontinenza fecale.

Professionalità

La Casa di Cura Villa Margherita è da sempre una delle realtà romane, e non solo, all’avanguardia nell’innovazione medica, questa mentalità ha permesso la costituzione di un centro di proctologia, guidato dall’equipe del Prof. Valter Ripetti, da decenni impegnato in tale ambito, il quale si avvale delle più moderne metodiche diagnostiche e terapeutiche.

Le emorroidi

Nella maggior parte dei casi, la malattia emorroidaria può essere trattata ambulatorialmente, mediante trattamenti endoscopici minimamente invasivi.
Il più moderno e meno invasivo è rappresentato dalla THD® Transanal Hemorrhoidal Dearterialization).

THD® il metodo viene eseguito dal chirurgo proctologo con un dispositivo speciale che può identificare accuratamente ed in modo sicuro i rami terminali delle arterie che portano il sangue alle emorroidi.
Una volta identificati si esegue una particolare sutura che riduce l’afflusso di sangue arterioso alle emorroidi ed il prolasso riposizionando le emorroidi nella loro sede naturale.
La tecnica THD® è una procedura minimamente invasiva, in quanto non comporta alcuna asportazione di tessuto ed è assolutamente sicura.
La procedura viene eseguita in una sede libera di terminazioni nervose, che riduce il problema principale delle tecniche chirurgiche tradizionali: il DOLORE.
In linea di principio questa procedura può anche essere eseguita in ambulatorio in anestesia locale con sedazione, ma dipende sempre dalle condizioni del paziente e dalla malattia.

Fistole perianali

La terapia è esclusivamente chirurgica e fra queste la VAAFT (Video Assisted Anal Fistula Treatment) è sicuramente la meno invasiva. Questa tecnica è caratterizzata da un primo momento, in cui mediante una fibra ottica viene eseguita una completa mappatura della patologia fistolosa, e da un secondo momento in cui si procede alla diatermocoagulazione della fistola sotto visione, eliminando traumi all’apparato sfinteriale, e pertanto il temibile rischio d’incontinenza fecale, complicanza non rara quando si eseguono tecniche tradizionali. Un ulteriore vantaggio di questa metodica, a conferma della sua mini-invasività, è determinato dalla completa assenza di medicazioni post-operatorie, trattamenti spesso necessari con le tecniche tradizionali e molto dolorosi.

Malattia pilonidale

Anche per la malattia pilonidale la terapia è chirurgica e fra le tecniche più moderne e meno invasive va annoverata l’EPSIT (Endoscopic Pilonidal Sinus Treatment), tecnica estremamente valida anche nelle recidive dopo chirurgia tradizionale.
La tecnica è mutuata dalla VAAFT pertanto anche in questo caso si procede alla mappatura endoscopica della malattia ed alla sua successiva diatermocoagulazione video-guidata. Anche con l’ausilio di questa tecnica non sono necessarie medicazioni post-operatorie, con immediata ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative; ma Il vantaggio, per nulla trascurabile soprattutto nelle donne, è dato dall’assenza di cicatrici, spesso deturpanti, normale esito delle tecniche tradizionali.

Incontinenza fecale

La terapia può essere farmacologica, riabilitativa o chirurgica, la scelta dipende sostanzialmente dal tipo di incontinenza e dalla causa che l’ha determinata.
Una delle metodiche più efficaci e mini-invasive è la neuromodulazione sacrale.
La tecnica consiste nell’introduzione di un elettrodo a livello dei forami sacrali S3 o S4 collegato ad un pace-maker, il quale rimodula i meccanismi evacuativi ottimizzando la sensibilità anale ed il tono sfinteriale. L’intervento non necessita di alcuna particolare preparazione pre-operatoria si esegue in anestesia locale senza alcun dolore post-operatorio.

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