Nuove metodiche di screening nel secondo e terzo trimestre di gravidanza



La preeclampsia è una temibile patologia ostetrica, caratterizzata dalla comparsa di ipertensione, edemi diffusi e proteine nelle urine a partire dalla 20° settimana di gravidanza. Nei casi più severi si associano disturbi visivi, danni neurologici con possibile comparsa di convulsioni, sofferenza epatica e renale. Il feto spesso in questa situazione è affetto da iposviluppo e da un’ importante riduzione del liquido amniotico. Tale grave patologia ostetrica colpisce il 2-3% delle gravidanze ed è causa di mortalità e morbilità non solo materna, ma anche neonatale. I rischi sono gravi specialmente nei casi ad insorgenza precoce , prima della 32° settimana in quanto, spesso, l’unica cura possibile è il rapido espletamento del parto.

L’approccio tradizionale nello screening della preeclampsia è sempre stato basato sulla raccolta dell’anamnesi materna alla ricerca di fattori di rischio (caratteristiche demografiche e storia medica) e nella suddivisione delle gravidanze in alto , intermedio e basso rischio. Ma purtroppo tale approccio permette di classificare come pazienti a rischio solo il 35% di quelle che svilupperanno la malattia , con un tasso di falsi positivi (future mamme sane che erroneamente vengono identificate come alto rischio) del 10%.
La Casa di Cura Villa Margherita, già da qualche anno, è in prima linea nello screening precoce di patologie della gravidanza così come nello screening non invasivo di patologie cromosomiche fetali (screening combinato del primo trimestre e Cell free DNA test) e nella diagnostica prenatale invasiva. Fin dalla sua apertura il centro di diagnosi prenatale della Casa di Cura romana si ispira, infatti, nella pratica clinica quotidiana, ai più recenti studi condotti dalla Fetal Medicine Foundation diretta dal Prof. K.H.Nicolaides del King’s College di Londra, fra i massimi esperti mondiali di medicina materno-fetale.

Qualche settimana fa -spiega la Dott.ssa Luciana Capolino- siamo stati fra i primi in Italia ad introdurre una metodica di screening per la preeclampsia nel secondo e terzo trimestre di gravidanza assolutamente alternativa e dai risultati altamente promettenti. Stiamo parlando di un approccio che ci permette di calcolare, sul modello delle metodiche di screening del primo trimestre già ampiamente utilizzate a livello mondiale, una stima del rischio paziente specifica. Infatti i fattori di rischio già noti vengono combinati, per ogni trimestre, tramite un software specifico e brevettato, con i risultati di una serie di parametri biofisici e biochimici ottenuti in occasione della visita e dell’’ecografia ostetrica. Per essere più precisi e chiari –continua la responsabile della nuova metodica- la paziente si reca presso il nostro Centro: le viene misurata la pressione arteriosa, il peso e raccolta una semplice storia clinica ostetrica; si esegue poi un prelievo di sangue per la valutazione di alcune importanti proteine di origine placentare; infine, si esegue l’ecografia mirata alla valutazione non solo del feto e degli annessi fetali, ma anche di alcuni parametri vascolari materni, in particolare la funzionalità delle arterie uterine (le arterie che irrorano l’utero). L’operatore, poi, inserisce tutti i parametri valutati nel proprio software ed in tempo reale viene fornita alla paziente ed al suo curante una stima del rischio di sviluppare nelle settimane successive la preeclampsia.

L’esame viene eseguito esclusivamente da specialisti in medicina materno-fetale, accreditati e certificati dalla Fetal Medicine Foundation, e sottoposti a continuo aggiornamento e verifica dei risultati, allo scopo di garantire il massimo della qualità e professionalità.

L’utilizzo di tale metodica -conclude entusiasta la Dott.ssa Capolino, coadiuvata in questo progetto dai suoi più fidati collaboratori- ha permesso, in base ai risultati degli studi scientifici pubblicati dal gruppo di Londra, di identificare, nel secondo trimestre, fino all’ 86 % delle donne che hanno poi sviluppato preeclampsia precoce; nel terzo trimestre, invece, i risultati sono ancora migliori, raggiungendo il 98% di donne ad alto rischio identificate come tali. Questo con un tasso di falsi positivi di circa il 10%. Non possiamo ignorare la potenza statistica e la rilevanza clinica di questi dati e siamo sicuramente orgogliosi di essere in grado di offrire alle nostre pazienti ed ai rispettivi curanti uno strumento così utile per la propria gravidanza.

Il centro di diagnosi prenatale della Casa di Cura Villa Margherita muove, quindi, un primo fondamentale passo nella prevenzione e nella cura di una delle più temibili patologie della gravidanza.

Dott.ssa Luciana Capolino