PMA
Centro di Procreazione
Medicalmente Assistita

"Un viaggio verso un nuovo inizio"

È operativo il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) che si andrà ad affiancare a tutte le proposte di diagnostica che sono da sempre il fiore all’occhiello di Clinica Villa Margherita.

Grazie alla professionalità del Team di esperti di Clinica Villa Margherita, guidato dal Dott. Giannini, e alle metodiche tecnologicamente all’avanguardia, ogni coppia troverà risposte chiare e soluzioni adeguate attraverso un percorso personalizzato a seconda delle specifiche necessità

Prenota un primo incontro

È un momento importante per stabilire un legame con il team di Villa Margherita che vi seguirà passo dopo passo in questo nuovo percorso. Già dal primo incontro potrete ricevere consulenze mirate e se necessario anche un supporto psicologico.

Per prenotare una visita o avere informazioni sulle tecniche di PMA
o su uno dei servizi
offerti inviaci un’email a:

pmavillamargherita@clinicavillamargherita.it verrai ricontattato dal nostro team il prima possibile

[t] 06 86275536 / 06 86275690

Il centro

Esame del liquido seminale o spermiogramma

Lo spermiogramma è uno dei primi esami che viene richiesto ad una coppia.

Consiste in una semplice valutazione al microscopio del liquido seminale che permette di stabilire quali siano le attuali condizioni del seme maschile e di concertare con il ginecologo quale sia la strada migliore da percorrere.

Vengono valutati alcuni parametri quali la concentrazione di spermatozoi, la loro capacità di muoversi e la morfologia della testa, del collo e della coda. 

É preferibile produrre il liquido seminale presso la clinica ma, in alcuni casi, viene permesso di portare il campione da casa. In questa eventualità, deve essere consegnato entro 1 ora.

Il personale della clinica vi suggerirà come effettuare il trasporto da casa alla clinica stessa nel migliore dei modi.

Per una corretta valutazione del liquido seminale sono richiesti da 3 a 5 giorni di astinenza. 

Inoltre, non è consigliato eseguire la valutazione del liquido seminale in casi di episodi febbrili e nel caso di assunzione di antibiotici negli ultimi 3 mesi.

Valori di riferimento di un seminale nella norma secondo il recente WHO (WORLD HEALTH ORGANIZATION) 2010

Volume  >1.5 ml)
numero totale spermatozoi  > 39 milioni
concentrazione totale >15 milioni/ml
Motilità totale >40 %
Motilità Rapidamente Progressiva  >32%
Vitalità  >58%
Morfologia > 4  %
pH ≥7.2
Leucociti 

  • Si parla di Oligospermia quando la concentrazione di spermatozoi è inferiore al valore nella norma
  • Si parla di Astenospermia quando sia la motilità totale degli spermatozoi sia quella rapida progressiva è inferiore a quella di riferimento
  • Si parla di Teratospermia quando la percentuale di spermatozoi con una corretta morfologia è inferiore al 4%
  • Si parla di Azoospermia quando non sono presenti spermatozoi nel liquido seminale

Monitoraggio ecografico dell’ovulazione

Consiste nel seguire ecograficamente lo sviluppo del follicolo sia a fini diagnostici (per capire se l’ovulazione avviene o meno) sia a scopi terapeutici nei rapporti sessuali mirati o nelle inseminazioni intrauterina.


Indice di frammentazione del D.N.A spermatico

Il materiale genetico, o D.N.A., presente all’interno degli spermatozoo, può presentare delle rotture o delle lesioni.

Il test di valutazione dell’indice di frammentazione del D.N.A spermatico consiste, appunto, nell’andare a valutare la presenza di questi “danni” che, al contrario di quanto si possa  pensare, non è correlata  con le caratteristiche morfologiche degli spermatozoi stessi.

Non è, quindi, evidenziabile con una semplice valutazione morfologica del liquido seminale ma è necessario eseguire specifici test. Occorre, inoltre, tener presente  che un ovocita di qualità, come ad esempio quelli di pazienti giovani e senza particolari problemi, è in grado di “riparare” i danni presenti nel D.N.A degli spermatozoi ma solo quando questi danni non sono eccessivi.

Quando questo processo di riparazione a carico degli ovociti non avviene, è possibile che non si ottenga la fecondazione o non si formino embrioni di buona qualità. Da quanto detto si evince come, la valutazione dell’indice di frammentazione del D.N.A spermatico, sia un esame importante da effettuare e come ad esso sia collegata la probabilità di ottenere una gravidanza.

Valori elevati nell’indici di frammentazione del D.N.A spermatico possono essere dovuti sia a cause esterne (episodi febbrili molto forti, varicocele, esposizione a temperature elevate, infiammazioni acute o croniche) o a cause interne (scorretta maturazione degli spermatozoi).

Recenti studi hanno dimostrato come la terapia con agenti antiossidanti possa migliorare sensibilmente le percentuali di D.N.A frammentato. Purtroppo tali terapie non sembrano agire allo stesso modo su tutti i pazienti.

È anche possibile, in alcuni casi, provare a prelevare gli spermatozoi a livello testicolare dove, sempre secondo i dati pubblicati in letteratura, il D.N.A è meno danneggiato.

 

Casi in cui è raccomandata la valutazione dell’indice di frammentazione del D.N.A spermatico:

  • Casi di infertilità idiopatica
  • Varicocele
  • Cattiva qualità embrionale
  • Dopo ripetuti fallimenti  nelle tecniche di fecondazione assistita
  • Aborto ripetuto

Determinazione presenza anticorpi antispermatozoo

Con sterilità immunologica si indica un particolare tipo di sterilità dovuta, alla presenza di auto-anticorpi, che agiscono contro gli spermatozoi. Solitamente gli spermatozoi, che sono cellule diverse da tutte le altre cellule dell’organismo ( sono aploidi mentre tutte le altre sono diploidi), sono protetti dal sistema immunitario all’interno del testicolo da una membrana basale (barriera ematotesticolare).

In alcuni casi, questa barriera, può rompersi con la conseguente comparsa di anticorpi rivolti contro gli spermatozoi. Questo può avvenire in seguito a traumi testicolari, interventi chirurgici o anche in seguito ad infezioni.

Gli anticorpi anti spermatozoi possono legarsi alla coda degli spermatozoi, impedendone la corretta motilità (in presenza di anticorpi gli spermatozoi tendono ad aggregarsi tra di loro), o alla testa (acrosoma) impedendo il passaggio attraverso il muco cervicale o la penetrazione all’interno dell’ovocita.

La determinazione degli anticorpi anti spermatozoo viene eseguita in laboratorio. In presenza anticorpi anti spermatozoo è indicato effettuare una ICSI in cui lo spermatozoo viene inserito direttamente all’interno dell’ovocita.


Sonoisterosalpingografia

La sonisterosalpingografia è una metodica ecografica che viene  proposta come alternativa all’isterosalpingografia

Le due tecniche hanno entrambe lo scopo di valutare la pervietà tubarica e la morfologia dell’utero.

Nell’isterosalpingografia viene iniettato nella cavità uterina un mezzo di contrasto la cui diffusione viene valutata radiograficamente,.

Nella sonoisterosalpingografia, mediante un sottile catetere munito di un palloncino, si inietta una soluzione di acqua sterile e aria il cui passaggio viene osservato mediante una semplice ecografia.

Entrambe le metodiche vengono effettuate nel periodo preovulatorio (di norma entro la 12a giornata del ciclo).


Isterosalpingografia

L’isterosalpingografia è una indagine radiologica che permette una valutazione della pervietà tubarica e della morfologia dell’utero.

Consiste nell’iniettare all’interno dell’utero, utilizzando un sottile catetere, un mezzo di contrasto iodato.

Mediante immagini radiografiche è possibile avere una valutazione della cavità uterina e  la progressiva diffusione del mezzo nelle tube ad indicare la loro pervietà.

L’isterosalpingografia non da’ indicazioni sulla funzionalità tubarica,ma esclusivamente della loro morfologia. Si effettua nel periodo pre-ovulatorio.


Ecografia pelvica endovaginale


Isteroscopia

L’isteroscopia è una metodica che permette di visualizzare la cavità uterina grazie ad uno strumento chiamato isteroscopio. L’isteroscopio è costituito da uno strumento di circa 4-5 mm di diametro dotato di fibre ottiche che viene introdotto all’interno dell’utero. La cavità uterina, per permetterne la visione al suo interno, viene dilatato mediante un mezzo gassoso o liquido.
L’isteroscopia diagnostica permette di individuare la presenza di polipi endometriale, miomi, aderenze tubariche, alterazioni della morfologia della cavità e carcinomi.
Nell’isteroscopia operativa possono essere rimossi i polipi o i miomi mediante l’utilizzo di minipinze.

IUI Inseminazione intrauterina

La IUI, inseminazione intrauterina, che consiste nell’inserire, mediante un sottile catetere in utero, il liquido seminale opportunamente preparato, rappresenta il primo livello della fecondazione assistita.

La IUI viene consigliata ed eseguita quando si suppone che, nella coppia, vi sia solo un impedimento per il raggiungimento degli ovociti da parte degli spermatozoi e può essere eseguita durante un ciclo spontaneo o in seguito ad una lieve stimolazione farmacologica.

Le indicazioni secondo le linee guida della legge 40/2004 sono:

  • sterilità inspiegata

  • infertilità maschile di grado lieve-moderato

  • endometriosi I-II stadio e casi selezionati di III-IV stadio della classificazione American Fertility Society (AFS) in particolare dopo l’intervento chirurgico

  • ripetuti insuccessi di induzione della gravidanza con stimolazione dell’ovulazione e rapporti mirati

  • patologie sessuali e coitali che non hanno trovato giovamento dall’inseminazione intracervicale semplice

  • fattore cervicale

La IUI ha come percentuale si successo un valore che varia dal 5 al 12%, a seconda dell’età della donna e di altri fattori. Si deve considerare che, nei rapporti spontanei di una coppia fertile, la possibilità di concepire naturalmente è del 20-25% fino ai 35 anni e del 15- 20% dai 35 ai 40.

Quando la IUI è la prima strada da percorrere, si consiglia di effettuare almeno tre tentativi, prima di procedere con altri trattamenti, quali la FIVET o l’Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi (ICSI).

FIVET fertilizzazione in vitro e trasferimento dell’embrione

Nella FIVET, acronimo di In Vitro Fertilization and Embryo Transfer, gli ovociti ancora circondati dalle cellule del cumulo ooforo vengono posti a diretto contatto con gli spermatozoi.

Così facendo, mediante una selezione naturale, solo lo spermatozoo riesce a penetrare all’interno dell’ovocita ed a dar vita al processo della fecondazione.

Secondo alcuni, è una metodica più naturale e fisiologica della ICSI, in quanto la selezione dello spermatozoi non avviene ad opera dell’embriologo.

Per poter effettuare una fecondazione in vitro è necessario che le caratteristiche iniziali del liquido seminale siano tali da poter ottenere una concentrazione di spermatozoi mobili adeguata (almeno 100.000 spermatozoi mobili per ovocita).

La FIVET, nei casi di alterata morfologia degli spermatozoi (teratospermia) non è consigliata in quanto la struttura alterata, soprattutto quella della testa (regione acrosomiale) potrebbe ridurre la capacità della spermatozoo di interagire con l’involucro esterno dell’ovocita e quindi impedire la fertilizzazione.

Le indicazioni secondo le linee guida della legge 40/2004 sono:

  • fattore tubo-peritoneale: patologia tubarica acquisita o congenita

  • infertilità maschile di grado moderato

  • endometriosi di III o IV grado

  • endometriosi se la chirurgia o la IUI non hanno dato risultati

  • infertilità inspiegata se il trattamento precedente non ha dato risultati

  • seme crioconservato in relazione alla qualità seminale successiva allo scongelamento

  • fallimento dell’iter terapeutico a bassa tecnologia

ICSI iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi

La ICSI, conosciuta anche come Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi, consiste nell’iniettare direttamente all’interno dell’ovocita, mediante un particolare microscopio, chiamato micromanipolatore, un singolo spermatozoo.

Gli ovociti vengono denudati dalle cellule del cumulo ooforo che lo circondano e solo quelli maturi (metafase II MII) vengono utilizzati, mentre quelli immaturi (metafase I MI o vescicola germinale VG) vengono valutati come non idonei e scartati.

Dal liquido seminale accuratamente preparato, il biologo seleziona, in base a delle specifiche caratteristiche morfologiche, gli spermatozoi migliori per poi iniettarli all’interno degli ovociti maturi.

Le indicazioni secondo le linee guida della legge 40/2004 sono:

  • infertilità maschile di grado severo

  • azoospermia ostruttiva e secretiva

  • mancata o ridotta fertilizzazione in precedenti cicli FIVET

  • ovociti scongelati

  • ridotto numero di ovociti

  • seme crioconservato in relazione alla qualità seminale successiva allo scongelamento

La ICSI è la tecnica di fecondazione assistita più utilizzata nei centri di fecondazione in vitro, in quanto garantisce alte percentuali di fertilizzazione. Il nostro centro dispone di micromanipolatori ed incubatori di ultima generazione: una garanzia ulteriore dei nostri sforzi, rivolta a dare le massime garanzie possibili alle coppie che si avvalgono dei nostri servizi.

 

IMSI Intracytoplasmic Morphologically Selected Sperm Injection

Nella classica ICSI gli spermatozoi vengono selezionati in base alle caratteristiche morfologiche della testa, del collo e della coda. Purtroppo non sempre la scelta degli spermatozoi che presentano una buona morfologia, permette la sicura fertilizzazione dell’ovocita e/o lo sviluppo di embrioni di buona qualità, che aumentano le probabilità di una eventuale gravidanza.

Recenti studi hanno messo in evidenza come la presenza di vacuoli nella testa (acrosoma) dello spermatozoo possa essere associata ad alterazioni del DNA spermatico. Tali organelli non sono però evidenziabili con un normale microscopio utilizzato per la ICSI ma solo mediante un microscopio ad alto ingrandimento (6000x).

Gli spermatozoi vengono, quindi, classificati in base alla presenza, alle dimensioni e alla posizione dei vacuoli: quando sono assenti o di piccole dimensioni, secondo le più recenti pubblicazioni scientifiche, gli spermatozoi sembrano i migliori al fine di ottenere percentuali di gravidanza più alte e percentuali di aborto più basse.

Casi in cui può risultare utile per la coppia eseguire un ciclo di fecondazione in vitro con la IMSI:

  • Grave teratospermia

  • Ripetuti fallimenti con ICSI

  • Mancata fertilizzazione degli ovociti con ICSI

  • Elevate percentuali di frammentazione del DNA del liquido seminale

  • Casi di sterilità inspiegata

  • Abortività ripetuta

Benché i risultati ottenuti con la IMSI in fecondazione assistita siano incoraggianti, è ancora una metodica controversa ed attualmente non si hanno ancora dati certi e definitivi. Occorre quindi valutare la reale necessità di questa tecnica in accordo con i ginecologi ed i biologi.

Ciclo Light o naturale

Quando si vuole, in modo assoluto, evitare i rischi della sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) o di gravidanza multipla è possibile effettuare una stimolazione a bassissime dosi di FSH al fine di ottenere uno o al massimo due follicoli. È anche possibile effettuare un ciclo esclusivamente naturale (singolo follicolo spontaneo).

In entrambi casi si otterranno uno o al massimo due ovociti da utilizzare nelle tecniche di fecondazione assistita e quindi uno o due embrioni da trasferire.

Non vi sarà neanche l’eventualità di congelare ovociti ed embrioni. È importate tenere in considerazione che se da un lato questo tipo di trattamenti azzerano il rischio, dall’altro presentano l’eventualità che non vi sia recupero ovocitario e/o che non si ottengano embrioni da trasferire.

Inoltre le percentuali di gravidanza riportate nella letteratura scientifica sono più basse rispetto a quelle ottenute nei cicli di fecondazione assistita in cui sono presenti più ovociti ed embrioni. 

Prelievo testicolare: FNA, TESE e Micro-TESE

Nei casi di assenza di spermatozoi nel liquido seminale la causa può un impedimento alla loro emissione (azoospermia ostruttiva) o un’alterazione della spermatogenesi (azoospermia non-ostruttiva).

E’ possibile andare a ricercare l’eventuale presenza degli spermatozoi mediante diverse metodiche:

  • FNA (ago aspirato testicolare): utile nei casi di azoospermia ostruttiva. Con un ago si prelevano direttamente gli spermatozoi presenti del fluido testicolare. Gli spermatozoi così ottenuti possono essere congelati e/o utilizzati per la ICSI

  • Biopsia testicolare

  • TESE (estrazione testicolare degli spermatozoi): Queste procedura consiste nel prelevare chirurgicamente piccole quantità di tessuto testicolare. Può essere effettuata sia in anestesia locale sia in generale. Il tessuto prelevato viene sminuzzato e osservato al microscopio ad alto ingrandimento al fine di determinare la presenza di spermatozoi e/o di spermatidi. Nel caso in cui vengano ritrovati si può procedere al congelamento del tessuto testicolare per poi utilizzarli in ICSI successive.

  • Micro-TESE (estrazione microchirurgica testicolare degli spermatozoi): tecnica chirurgica che utilizza un particolare microscopio sul campo operatorio attraverso il quale vengono analizzati i singoli tubuli seminiferi. Vengono prelevati quelli che appaiono di maggior diametro, più scuri e più vicini ai vasi sanguigni in quanto maggiore è la probabilità che in essi vi siano spermatozoi.

Congelamento nella fecondazione assistita: Embrioni, ovociti, liquido seminale

La crioconservazione (comunemente denominata congelamento) è un processo attraverso il quale è possibile preservare a basse temperature e per lunghi periodi di tempo le strutture cellulari e, quindi, anche gli spermatozoi e gli ovociti ed embrioni ottenuti con le tecniche di fecondazione assistita.

Il congelamento di embrioni ed ovociti, rappresenta uno strumento in grado di aumentare le gravidanze ottenute. Con un solo ciclo di induzione dell’iperstimolazione ovarica controllata, infatti, si possono ottenere ovociti o embrioni da utilizzare, in parte subito e/o in parte in cicli successivi, in caso di insuccesso e/o per una eventuale seconda gravidanza.

PGS Diagnosi preimpianto delle aneuploidie cromosomiche

Con le tecniche di PGD/PGS possono essere analizzati gameti ed embrioni di coppie con diagnosi di infertilità che fanno richiesta al Responsabile del Centro di PMA di essere informati sullo stato di salute dei loro embrioni (legge 40/2004 art.14 comma 5).

La PGS (preimplantation genetics screening) è una metodologia di diagnosi genetica preimpianto che permette di effettuare lo screening dell’assetto cromosomico di ciascun embrione al fine di identificare eventuali anomalie di tipo numerico (aneuploidie). Con le nuove procedure molecolari di diagnosi è possibile identificare le aneuploidie a carico dei 22 autosomi (cromosomi dal nr. 1 al nr. 22) e dei cromosomi sessuali (X e Y), o anche variazioni del contenuto di piccole porzioni cromosomiche, come amplificazioni (duplicazioni), delezioni e traslocazioni sbilanciate.

Le Indicazioni dell’ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) per la PGS sono:

  • Coppie con Età materna avanzata: la formazione di embrioni con aneuploide è spessa associata all’età materna. La PGS è, quindi, consigliata quando l’età della donna è superiore o uguale a 38 anni

  • Ripetuti fallimenti d’impianto: nelle coppie che presentano ripetuti fallimenti nei trattamenti di fecondazione assistita anche trasferendo embrioni con buone caratteristiche morfologiche.

  • Aborti ripetuti: quando la paziente è andata incontro a due o più aborti non dovuti a problemi meccanici come miomi, malformazioni dell’utero o problemi di coagulazione.

  • Mosaicismo cromosomico: nel caso di pazienti che presentano alcune cellule (linee cellulari) con un cariotipo alterato per quanto riguarda i cromosomi sessuali

  • Infertilità maschile grave: nel caso di pazienti che devono far ricorso ad una biopsia testicolare per reclutare spermatozoi da utilizzare nelle tecniche di fecondazione assistita.

La PGS effettuata in quinta giornata sugli embrioni allo stadio di blastocisti presenta diversi vantaggi:

  • Vengono prelevate più cellule (10-20) rispetto all’embrione in terza giornata che presenta 6-8 cellule .Questo comporta una diagnosi più precisa (errore inferiore all’1%) e si riduce sensibilmente il rischio di “mancata diagnosi”.

  • Non viene danneggiata la massa cellulare interna che darà vita al feto in quanto le cellule vengono prelevate dal trofoblasto che formerà di annessi embrionali.

  • Gli embrioni che arrivano allo stadio di blastocisti presentano statisticamente un minor tasso di alterazioni cromosomiche.

  • Si evita il transfer di embrioni che potrebbero presentare mosaicismo.


Diagnosi genetica preimpianto

Con PGD (preimplantation genetic diagnosis) si intende l’Identificazione di specifiche anomalie genetiche negli embrioni di coppie a rischio di trasmissione di malattie monogeniche o patologie cromosomiche (numeriche o strutturali).

La legge n°40/2004 dà il diritto ad ogni coppia di sapere lo stato di salute dei propri embrioni (art.14 comma 5) prima che essi siano trasferiti in utero: è quindi possibile eseguire la diagnosi genetica preimpianto in quelle coppie infertili che si apprestano alla procreazione medicalmente assistita (PMA).

PGD (Diagnosi preimpianto) su blastomero in terza giornata:
prevede di effettuare il prelievo di una cellula (blastomero) al cui interno è visibile il nucleo da un embrione che abbia almeno 6 cellule. Il blastomero viene inviato al laboratorio di genetica mentre l’embrione viene nuovamente posto in coltura in attesa dei risultati. Il transfer sarà eseguito il IV o V giorno di coltura dalla fecondazione a seconda del test eseguito.

PGD (Diagnosi preimpianto) allo stadio di blastocisti:
La diagnosi genetica preimpianto (PGD), eseguita allo stadio di blastocisti, presenta diversi vantaggi: la biopsia viene effettuata solo sugli embrioni che sono in grado di arrivare fino al V giorno di coltura embrionaria e con maggiori possibilità di impianto; inoltre, le cellule prelevate sono quelle del trofoblasto che darà origine agli annessi embrionali mentre la massa cellulare interna che darà origine all’embrione non viene toccata.

Diagnosi genetica preconcepimento:
Nei casi in cui, per motivi etici, non si ritenga di voler effettuare la PGD sugli embrioni, è possibile prelevare il I globulo polare dagli ovociti e sottoporlo ad un’ analisi genetica. Il I globulo polare è una piccola cellula presente sulla superficie esterna dell’ovocita che viene espulsa nelle fasi finali dello sviluppo.
La cellula non è coinvolta nella formazione dell’embrione in quanto degenera, in maniera spontanea, quasi immediatamente ma presenta un corredo cromosomico speculare a quello dell’ovocita. Analizzando quindi il primo globulo polare è possibile evidenziare gli ovociti malati che verranno scartati.
Il limite di tale metodologia è rappresentato dal fatto che può essere utilizzata solo quando è la donna portatrice e non è applicabile a malattie genetiche a trasmissione paterna. Al contrario della biopsia dell’embrione, a causa di processi di ricombinazione tra cromosomi, molti ovociti restano senza diagnosi certa e quindi non utilizzabili.

Domande e risposte sulla fecondazione assistita


Quali sono le principali cause di sterilità?

Il 35% delle cause di sterilità sono di origine femminile, il 35% di origine maschile mentre il 20% è di origine mista attribuibile ad entrambi i partner. Il restante 10% delle cause di sterilità è idiopatica cioè senza causa specifica identificata.

Quando occorre rivolgersi ad un centro di fecondazione assistita?

La probabilità di ottenere una gravidanza, a prescindere dalle cause di sterilità, é in funzione dell’età materna. Quando l’età della donna è inferiore ai 35 anni, è probabile che entro il primo anno di rapporti non protetti si instauri una gravidanza. Quando l’età della donna supera i 35 anni il tempo scende ai 6 mesi limite oltre il quale è consigliato rivolgersi ad un centro di fecondazione assistita.

Che probabilità di successo ho se mi sottopongo ad una tecnica di fecondazione assitita?

Il principale fattore che influensce sulle percentuali di successo nelle tecniche di fecondazione assistita è l’età materna. Le donne giovani con un età inferiore ai 30 anni hanno una probabilità pari al 50%. Tale valore diminusce con l’aumentare dell’età fino ad arrivare al 20% nelle donne con età superiore ai 40 anni. Oltre all’età anche la causa che determina la sterilità è fondamentale. Ad esempio una patologia come l’endometriosi può ridurre notevolmente le percentuali di successo anche quando la donna è molto giovane.

Esiste una relazione tra tumori alla mammella e stimolazione ormonale?

Benchè alcuni tumori sia estrogeni dipendenti, non vi è in letteratura nessuna evidenza che indichi una relazione tra tumore alla mammella ed il “bombardamento ormonale” a cui le pazienti pensano di essere sottoposte durante un ciclo di fecondazione assistita. È tuttavia consigliabile, prima di eseguire un trattamento, valutare con il ginecologo di riferimento l’anamnesi familiare per questo tipo di patologie e, nel caso, eseguire una mammografia.

I bambini nati dalla fecondazione assistita hanno maggiori probabilità di avere malformazioni?

Nella fecondazione assistita il rischio di malformazioni del feto è identica a quello presente nella popolazione generale. Un lievo incremento viene riscontrato solo nel caso della ICSI, probabilmente dovuto al tipo di pazienti che si sottopongono alla tecnica piuttosto che alla metodolgia in se. I pazienti che si sottopongono alla ICSI con un severo fattore maschile presentano più frequentemente spermatozoi con aneuploide cromosomiche. Uno screening genetico accurato può dare indicazioni in tal senso.

Perchè non esiste piu il limite di 3 ovociti utilizzabili della Legge 40/2004?

Attualmente grazie alla Consulta (sentenza 151/2009) è possibile a discrezione del ginecologo, in base all’età della paziente ed alle cause di sterilità, fertilizzare anche più di 3 ovociti. Gli eventuali embrioni sopranumerari evolutivi vengono congelati.

Posso tornare a lavorare dopo essermi sottoposta ad una tecnica di fecondazione assistita?

Dopo il transfer degli embrioni, per circa 3-4 giorni, è consigliato un periodo di riposo a casa. Successivamente è possibile tornare al lavoro, evitando di stancarsi eccessivamente e di sollevare pesi.

Cosa devo fare per sapere se si è instaurata una gravidanza?

Non è possibile sapere se si è instaurata una gravidanza prima di 12 giorni dal transfer degli embrioni effettuando l’esame della BHCG sul sangue. In caso di positività il prelievo deve essere ripetuto ogni 4 giorni. Sarà possibile evidenziare la camera gestazionale solo dopo 10 giorni dalla prima Beta.