Centro di
procreazione
medicalmente
assistita

Clinica Villa Margherita

Le vere grandi emozioni
nascono qui.

DA OLTRE 30 ANNI INSIEME
PER DARE VITA A NUOVE VITE.

Nel Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) della Clinica Villa Margherita ogni desiderio, diventa concepibile.

Il nostro obiettivo è infatti aiutare ogni coppia a realizzare il proprio sogno d’amore, offrendo un’assistenza completa e individuando il percorso terapeutico più efficace per la risoluzione del problema e il raggiungimento della gravidanza.

 

Grazie all’alta professionalità della nostra Equipe di specialisti della medicina riproduttiva guidato dal Dott. Giannini e a metodiche tecnologicamente all’avanguardia, ogni coppia troverà risposte chiare e soluzioni adeguate alle proprie specifiche esigenze.

Dedichiamo ad ogni coppia
tutte le nostre attenzioni.

Ogni coppia ha la sua storia fatta di aspettative, tentativi ed emozioni. Il nostro principale impegno è ascoltarle e comprenderle da vicino, prima di tutto sotto il profilo umano ed emotivo e subito dopo sotto quello scientifico e terapeutico.

 

Condividere il percorso personale fatto prima di arrivare alla decisione di intraprendere l’iter di Procreazione Assistita è per noi un aspetto fondamentale, perché rappresenta il primo passo per instaurare con ciascuna coppia una relazione di stima e fiducia indispensabile per compiere insieme il viaggio verso una nuova vita con serenità e ottimismo.

I nostri risultati

Un’equipe di specialisti uniti per raggiungere il tuo obiettivo.

L’Equipe del Centro PMA di Villa Margherita è a fianco di tutte le coppie, pronto a sostenerle, a prendersi cura di loro e ad accompagnarle nelle principali tappe del nuovo percorso di vita con grande competenza, serietà e umanità.

 

Ne fanno parte i migliori esperti del settore – ginecologi, andrologi, anestesisti, genetisti, psicologi, biologi, ostetriche, infermieri – uniti da un unico importante obiettivo: aiutare i propri pazienti a realizzare il loro più grande sogno.

La nostra equipe

I nostri medici, biologi e consulenti

Le nostre Ostetriche

ostetiche

I punti di forza del nostro Centro PMA.

Oltre 30 anni
di esperienza

percorsi accanto ad ogni coppia, offrendo un’assistenza completa
e multidisciplinare

Equipe medica
di alto livello

di cui fanno parte medici, biologi
e specialisti di grande esperienza
e professionalità

Tecnologie
all’avanguardia

nel campo della diagnosi, della
cura e del trattamento dei
problemi dell’infertilità

Clinica che ti
segue in tutto

dalla procreazione assistita alla
maternità, dall’ostetricia alla
pediatria

Percorsi PMA
personalizzati

definiti in base alle esigenze
di ogni coppia e al loro quadro
clinico

Metodologie
certificate

rigorosamente eseguite e monitorate
durante ogni
fase del trattamento

Iniziamo a conoscerci.
Fissa un appuntamento.

Il primo incontro è un passo molto importante nel percorso di ogni coppia che desidera avere un bambino. La nostra Equipe avrà cura di gestirlo nella più totale riservatezza, dedicandoti una consulenza mirata e fornendoti, se necessario, tutto il supporto psicologico di cui hai bisogno.

Vuoi prenotare una visita o avere maggiori informazioni?

oppure contattaci ai numeri: 

06 86275690 | 06 86275830

Ti accompagnamo, passo dopo passo, verso il risultato

L’Equipe del Centro PMA di Villa Margherita è accanto a tutte le coppie, assistendole durante il loro percorso diagnostico-terapeutico e anche dopo l’ottenimento della gravidanza, fino alla nascita del bambino.

All’interno della struttura polispecialistica Villa Margherita troverai infatti le migliori eccellenze specialistiche nel campo della Ginecologia, Ostetricia, Diagnosi Prenatale e Pediatria in grado di tutelare la salute delle future mamme e dei loro bambini, offrendo prestazioni mediche e diagnostiche di alto livello (visite specialistiche, ecografie ginecologiche e ostetriche, tri test, amniocentesi, villocentesi, corsi pre-parto, screening neonatali, ecc…).

Come si svolge il percorso di coppia?

Prenotazione e Accettazione

Per accedere al Centro di Procreazione di Villa Margherita non dovrai fare file d’attesa, ma solo prendere appuntamento!
La nostra responsabile avrà cura di fissarlo il prima possibile, venendo incontro alle tue esigenze di coppia e indicandoti la procedura
da seguire e i documenti da portare con te.

Primo Appuntamento

La nostra responsabile all’accettazione ti accoglierà in un ambiente discreto e familiare, procedendo alla registrazione dei tuoi dati e assegnandoti un codice di coppia personale.
La nostra Equipe sarà a  tua completa disposizione
per fornirti la migliore assistenza.

Prima Visita di Coppia

Durante la prima visita verrà inquadrata la tua situazione di coppia dal punto di vista clinico e verranno effettuati i primi
accertamenti (ecografia pelvica, conta riserva ovarica, spermiogramma). In tale
occasione riceverai la lista completa di tutti gli esami propedeutici al trattamento.

Definizione Percorso PMA

Una volta effettuati gli esami prescritti e accertamenti, verrà stabilito il tuo piano terapeutico di coppia. Il Responsabile del Trattamento spiegherà le procedure di PMA  scelte in base al quadro clinico emerso, illustrando l’iter e la metodica più idonea a raggiungire
il risultato sperato.

Stimolazione Ovarica e Monitoraggio

I trattamenti di PMA iniziano con la fase di
stimolazione della multiovulazione che viene eseguita in modo mirato e personalizzato. Durante questo step monitoreremo la tua crescita follicolare per capire il momento migliore per effettuare l’inseminazione intrauterina o il prelievo ovocitario.  

PMA di 1° Livello (IUI)

L’inseminazione intrauterina è una tecnica di riproduzione assistita “in vivo” che consente di facilitare l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita.  Tale trattamento prevede una moderata stimolazione farmacologica. Viene spesso consigliata nei casi di sterilità inspiegata e quando la funzionalità tubarica non presenta alcun problema.

PMA di 2° Livello (FIVET/ICSI)

Il trattamento PMA di secondo livello consiste in specifiche tecniche di fecondazione “in vitro”  che prevedono il prelievo dei gameti (Pick-up ovocitario), la raccolta e il trattamento del liquido seminale, l’inseminazione e coltura embrionaria seguita dal transfer degli embrioni e/o la loro crioconservazione.

Esami diagnostici

PER LEI

Consiste nel seguire ecograficamente lo sviluppo del follicolo sia a fini diagnostici (per capire se l’ovulazione avviene o meno) sia a scopi terapeutici nei rapporti sessuali mirati o nelle inseminazioni intrauterina.

La sonisterosalpingografia è una metodica ecografica che viene  proposta come alternativa all’isterosalpingografia

Le due tecniche hanno entrambe lo scopo di valutare la pervietà tubarica e la morfologia dell’utero.

Nell’isterosalpingografia viene iniettato nella cavità uterina un mezzo di contrasto la cui diffusione viene valutata radiograficamente,.

Nella sonoisterosalpingografia, mediante un sottile catetere munito di un palloncino, si inietta una soluzione di acqua sterile e aria il cui passaggio viene osservato mediante una semplice ecografia.

Entrambe le metodiche vengono effettuate nel periodo preovulatorio (di norma entro la 12a giornata del ciclo).

L’isterosalpingografia è una indagine radiologica che permette una valutazione della pervietà tubarica e della morfologia dell’utero.

Consiste nell’iniettare all’interno dell’utero, utilizzando un sottile catetere, un mezzo di contrasto iodato.

Mediante immagini radiografiche è possibile avere una valutazione della cavità uterina e  la progressiva diffusione del mezzo nelle tube ad indicare la loro pervietà.

L’isterosalpingografia non da’ indicazioni sulla funzionalità tubarica,ma esclusivamente della loro morfologia. Si effettua nel periodo pre-ovulatorio.

L’isteroscopia è una metodica che permette di visualizzare la cavità uterina grazie ad uno strumento chiamato isteroscopio. L’isteroscopio è costituito da uno strumento di circa 4-5 mm di diametro dotato di fibre ottiche che viene introdotto all’interno dell’utero. La cavità uterina, per permetterne la visione al suo interno, viene dilatato mediante un mezzo gassoso o liquido.
L’isteroscopia diagnostica permette di individuare la presenza di polipi endometriale, miomi, aderenze tubariche, alterazioni della morfologia della cavità e carcinomi.
Nell’isteroscopia operativa possono essere rimossi i polipi o i miomi mediante l’utilizzo di minipinze.

PER LUI


Lo spermiogramma è uno dei primi esami che viene richiesto ad una coppia.

Consiste in una semplice valutazione al microscopio del liquido seminale che permette di stabilire quali siano le attuali condizioni del seme maschile e di concertare con il ginecologo quale sia la strada migliore da percorrere.

Vengono valutati alcuni parametri quali la concentrazione di spermatozoi, la loro capacità di muoversi e la morfologia della testa, del collo e della coda. 

É preferibile produrre il liquido seminale presso la clinica ma, in alcuni casi, viene permesso di portare il campione da casa. In questa eventualità, deve essere consegnato entro 1 ora.

Il personale della clinica vi suggerirà come effettuare il trasporto da casa alla clinica stessa nel migliore dei modi.

Per una corretta valutazione del liquido seminale sono richiesti da 3 a 5 giorni di astinenza. 

Inoltre, non è consigliato eseguire la valutazione del liquido seminale in casi di episodi febbrili e nel caso di assunzione di antibiotici negli ultimi 3 mesi.

Valori di riferimento di un seminale nella norma secondo il recente WHO (WORLD HEALTH ORGANIZATION) 2010

Volume  >1.5 ml)
numero totale spermatozoi  > 39 milioni
concentrazione totale >15 milioni/ml
Motilità totale >40 %
Motilità Rapidamente Progressiva  >32%
Vitalità  >58%
Morfologia > 4  %
pH ≥7.2
Leucociti 

  • Si parla di Oligospermia quando la concentrazione di spermatozoi è inferiore al valore nella norma
  • Si parla di Astenospermia quando sia la motilità totale degli spermatozoi sia quella rapida progressiva è inferiore a quella di riferimento
  • Si parla di Teratospermia quando la percentuale di spermatozoi con una corretta morfologia è inferiore al 4%
  • Si parla di Azoospermia quando non sono presenti spermatozoi nel liquido seminale

Il materiale genetico, o D.N.A., presente all’interno degli spermatozoo, può presentare delle rotture o delle lesioni.

Il test di valutazione dell’indice di frammentazione del D.N.A spermatico consiste, appunto, nell’andare a valutare la presenza di questi “danni” che, al contrario di quanto si possa pensare, non è correlata con le caratteristiche morfologiche degli spermatozoi stessi.

Non è, quindi, evidenziabile con una semplice valutazione morfologica del liquido seminale ma è necessario eseguire specifici test. Occorre, inoltre, tener presente che un ovocita di qualità, come ad esempio quelli di pazienti giovani e senza particolari problemi, è in grado di “riparare” i danni presenti nel D.N.A degli spermatozoi ma solo quando questi danni non sono eccessivi.

Quando questo processo di riparazione a carico degli ovociti non avviene, è possibile che non si ottenga la fecondazione o non si formino embrioni di buona qualità. Da quanto detto si evince come, la valutazione dell’indice di frammentazione del D.N.A spermatico, sia un esame importante da effettuare e come ad esso sia collegata la probabilità di ottenere una gravidanza.

Valori elevati nell’indici di frammentazione del D.N.A spermatico possono essere dovuti sia a cause esterne (episodi febbrili molto forti, varicocele, esposizione a temperature elevate, infiammazioni acute o croniche) o a cause interne (scorretta maturazione degli spermatozoi).

Recenti studi hanno dimostrato come la terapia con agenti antiossidanti possa migliorare sensibilmente le percentuali di D.N.A frammentato. Purtroppo tali terapie non sembrano agire allo stesso modo su tutti i pazienti.

È anche possibile, in alcuni casi, provare a prelevare gli spermatozoi a livello testicolare dove, sempre secondo i dati pubblicati in letteratura, il D.N.A è meno danneggiato.

Con sterilità immunologica si indica un particolare tipo di sterilità dovuta, alla presenza di auto-anticorpi, che agiscono contro gli spermatozoi. Solitamente gli spermatozoi, che sono cellule diverse da tutte le altre cellule dell’organismo ( sono aploidi mentre tutte le altre sono diploidi), sono protetti dal sistema immunitario all’interno del testicolo da una membrana basale (barriera ematotesticolare).

In alcuni casi, questa barriera, può rompersi con la conseguente comparsa di anticorpi rivolti contro gli spermatozoi. Questo può avvenire in seguito a traumi testicolari, interventi chirurgici o anche in seguito ad infezioni.

Gli anticorpi anti spermatozoi possono legarsi alla coda degli spermatozoi, impedendone la corretta motilità (in presenza di anticorpi gli spermatozoi tendono ad aggregarsi tra di loro), o alla testa (acrosoma) impedendo il passaggio attraverso il muco cervicale o la penetrazione all’interno dell’ovocita.

La determinazione degli anticorpi anti spermatozoo viene eseguita in laboratorio. In presenza anticorpi anti spermatozoo è indicato effettuare una ICSI in cui lo spermatozoo viene inserito direttamente all’interno dell’ovocita.

Le tecniche più avanzate di procreazione assistita.

PRIMA
DOPO


La IUI è una tecnica che consiste nel rilascio nell’utero di un’aliquota di liquido seminale mediante un sottile catetere.

La IUI, inseminazione intrauterina, che consiste nell’inserire, mediante un sottile catetere in utero, il liquido seminale opportunamente preparato, rappresenta il primo livello della fecondazione assistita.

La IUI viene consigliata ed eseguita quando si suppone che, nella coppia, vi sia solo un impedimento per il raggiungimento degli ovociti da parte degli spermatozoi e può essere eseguita durante un ciclo spontaneo o in seguito ad una lieve stimolazione farmacologica.

Le indicazioni secondo le linee guida della legge 40/2004 sono:

  • sterilità inspiegata

  • infertilità maschile di grado lieve-moderato

  • endometriosi I-II stadio e casi selezionati di III-IV stadio della classificazione American Fertility Society (AFS) in particolare dopo l’intervento chirurgico

  • ripetuti insuccessi di induzione della gravidanza con stimolazione dell’ovulazione e rapporti mirati

  • patologie sessuali e coitali che non hanno trovato giovamento dall’inseminazione intracervicale semplice

  • fattore cervicale

La IUI ha come percentuale si successo un valore che varia dal 5 al 12%, a seconda dell’età della donna e di altri fattori. Si deve considerare che, nei rapporti spontanei di una coppia fertile, la possibilità di concepire naturalmente è del 20-25% fino ai 35 anni e del 15- 20% dai 35 ai 40.

Quando la IUI è la prima strada da percorrere, si consiglia di effettuare almeno tre tentativi, prima di procedere con altri trattamenti, quali la FIVET o l’Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi (ICSI).

Nella FIVET gli ovociti prelevati  vengono posti a contatto diretto con gli spermatozoi.

Nella FIVET, acronimo di In Vitro Fertilization and Embryo Transfer, gli ovociti ancora circondati dalle cellule del cumulo ooforo vengono posti a diretto contatto con gli spermatozoi.

Così facendo, mediante una selezione naturale, solo lo spermatozoo riesce a penetrare all’interno dell’ovocita ed a dar vita al processo della fecondazione.

Secondo alcuni, è una metodica più naturale e fisiologica della ICSI, in quanto la selezione dello spermatozoi non avviene ad opera dell’embriologo.

Per poter effettuare una fecondazione in vitro è necessario che le caratteristiche iniziali del liquido seminale siano tali da poter ottenere una concentrazione di spermatozoi mobili adeguata (almeno 100.000 spermatozoi mobili per ovocita).

La FIVET, nei casi di alterata morfologia degli spermatozoi (teratospermia) non è consigliata in quanto la struttura alterata, soprattutto quella della testa (regione acrosomiale) potrebbe ridurre la capacità della spermatozoo di interagire con l’involucro esterno dell’ovocita e quindi impedire la fertilizzazione.

Le indicazioni secondo le linee guida della legge 40/2004 sono:

  • fattore tubo-peritoneale: patologia tubarica acquisita o congenita

  • infertilità maschile di grado moderato

  • endometriosi di III o IV grado

  • endometriosi se la chirurgia o la IUI non hanno dato risultati

  • infertilità inspiegata se il trattamento precedente non ha dato risultati

  • seme crioconservato in relazione alla qualità seminale successiva allo scongelamento

  • fallimento dell’iter terapeutico a bassa tecnologia


La ICSI consiste nell’iniettare all’interno dell’ovocita un singolo spermatozoo.

La ICSI, conosciuta anche come Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi, consiste nell’iniettare direttamente all’interno dell’ovocita, mediante un particolare microscopio, chiamato micromanipolatore, un singolo spermatozoo.

Gli ovociti vengono denudati dalle cellule del cumulo ooforo che lo circondano e solo quelli maturi (metafase II MII) vengono utilizzati, mentre quelli immaturi (metafase I MI o vescicola germinale VG) vengono valutati come non idonei e scartati.

Dal liquido seminale accuratamente preparato, il biologo seleziona, in base a delle specifiche caratteristiche morfologiche, gli spermatozoi migliori per poi iniettarli all’interno degli ovociti maturi.

Le indicazioni secondo le linee guida della legge 40/2004 sono:

  • infertilità maschile di grado severo

  • azoospermia ostruttiva e secretiva

  • mancata o ridotta fertilizzazione in precedenti cicli FIVET

  • ovociti scongelati

  • ridotto numero di ovociti

  • seme crioconservato in relazione alla qualità seminale successiva allo scongelamento

La ICSI è la tecnica di fecondazione assistita più utilizzata nei centri di fecondazione in vitro, in quanto garantisce alte percentuali di fertilizzazione. Il nostro centro dispone di micromanipolatori ed incubatori di ultima generazione: una garanzia ulteriore dei nostri sforzi, rivolta a dare le massime garanzie possibili alle coppie che si avvalgono dei nostri servizi.

Sono particolari metodiche utilizzate nei casi di assenza di spermatozoi nel liquido seminale.

Nei casi di assenza di spermatozoi nel liquido seminale la causa può un impedimento alla loro emissione (azoospermia ostruttiva) o un’alterazione della spermatogenesi (azoospermia non-ostruttiva).

E’ possibile andare a ricercare l’eventuale presenza degli spermatozoi mediante diverse metodiche:

  • FNA (ago aspirato testicolare): utile nei casi di azoospermia ostruttiva. Con un ago si prelevano direttamente gli spermatozoi presenti del fluido testicolare. Gli spermatozoi così ottenuti possono essere congelati e/o utilizzati per la ICSI

  • Biopsia testicolare

  • TESE (estrazione testicolare degli spermatozoi): Queste procedura consiste nel prelevare chirurgicamente piccole quantità di tessuto testicolare. Può essere effettuata sia in anestesia locale sia in generale. Il tessuto prelevato viene sminuzzato e osservato al microscopio ad alto ingrandimento al fine di determinare la presenza di spermatozoi e/o di spermatidi. Nel caso in cui vengano ritrovati si può procedere al congelamento del tessuto testicolare per poi utilizzarli in ICSI successive.

  • Micro-TESE (estrazione microchirurgica testicolare degli spermatozoi): tecnica chirurgica che utilizza un particolare microscopio sul campo operatorio attraverso il quale vengono analizzati i singoli tubuli seminiferi. Vengono prelevati quelli che appaiono di maggior diametro, più scuri e più vicini ai vasi sanguigni in quanto maggiore è la probabilità che in essi vi siano spermatozoi.

La crioconservazione è il processo che consente di preservare a temperature basse spermatozoi, embrioni e ovociti.

La crioconservazione (comunemente denominata congelamento) è un processo attraverso il quale è possibile preservare a basse temperature e per lunghi periodi di tempo le strutture cellulari e, quindi, anche gli spermatozoi e gli ovociti ed embrioni ottenuti con le tecniche di fecondazione assistita.

Il congelamento di embrioni ed ovociti, rappresenta uno strumento in grado di aumentare le gravidanze ottenute. Con un solo ciclo di induzione dell’iperstimolazione ovarica controllata, infatti, si possono ottenere ovociti o embrioni da utilizzare, in parte subito e/o in parte in cicli successivi, in caso di insuccesso e/o per una eventuale seconda gravidanza.


La PGT consente di identificare negli embrioni specifiche  anomalie cromoscomiche numeriche (PGT-A), strutturali (PGT-SR), e di riconoscere embrioni di coppie a rischio di trasmissione di malattie monogeniche (PGT-M).

Con le tecnica di PGT-A possono essere analizzati gameti ed embrioni di coppie con diagnosi di infertilità che fanno richiesta al Responsabile del Centro di PMA di essere informati sullo stato di salute dei loro embrioni (legge 40/2004 art.14 comma 5).

La PGT-A (Test Genetici Preimpianto per Aneuploidie) è una metodologia di diagnosi genetica preimpianto che permette di effettuare lo screening dell’assetto cromosomico di ciascun embrione al fine di identificare eventuali anomalie di tipo numerico (aneuploidie). Con le nuove procedure molecolari di diagnosi è possibile identificare le aneuploidie a carico dei 22 autosomi (cromosomi dal nr. 1 al nr. 22) e dei cromosomi sessuali (X e Y), o anche variazioni del contenuto di piccole porzioni cromosomiche, come amplificazioni (duplicazioni), delezioni e traslocazioni sbilanciate.

Le Indicazioni dell’ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) per la PGT-A sono:

  • Coppie con Età materna avanzata: la formazione di embrioni con aneuploide è spessa associata all’età materna. La PGT-A è, quindi, consigliata quando l’età della donna è superiore o uguale a 38 anni
  • Ripetuti fallimenti d’impianto: nelle coppie che presentano ripetuti fallimenti nei trattamenti di fecondazione assistita anche trasferendo embrioni con buone caratteristiche morfologiche.
  • Aborti ripetuti: quando la paziente è andata incontro a due o più aborti non dovuti a problemi meccanici come miomi, malformazioni dell’utero o problemi di coagulazione.
  • Mosaicismo cromosomico: nel caso di pazienti che presentano alcune cellule (linee cellulari) con un cariotipo alterato per quanto riguarda i cromosomi sessuali
  • Infertilità maschile grave: nel caso di pazienti che devono far ricorso ad una biopsia testicolare per reclutare spermatozoi da utilizzare nelle tecniche di fecondazione assistita.

La PGT-A si effettuata in quinta/sesta o settima giornata sugli embrioni allo stadio di blastocisti e presenta diversi vantaggi:

  • Vengono prelevate più cellule (10-20) rispetto all’embrione in terza giornata che presenta 6-8 cellule .Questo comporta una diagnosi più precisa (errore inferiore all’1%) e si riduce sensibilmente il rischio di “mancata diagnosi”.
  • La biopsia viene effettuata solo sugli embrioni che sono in grado di arrivare allo stadio di blastocisti.
  • Non viene danneggiata la massa cellulare interna che darà vita al feto in quanto le cellule vengono prelevate dal trofoblasto che formerà gli annessi embrionali.
  • Gli embrioni che arrivano allo stadio di blastocisti presentano statisticamente un minor tasso di alterazioni cromosomiche.
  • Si evita il transfer di embrioni che potrebbero presentare mosaicismo.

PGT-M/PGT sr Diagnosi preimpianto di malattie monogeniche o patologie cromosomiche (numeriche o strutturali)

Con PGT-M/PGT sr si intende l’Identificazione di specifiche anomalie genetiche negli embrioni di coppie a rischio di trasmissione di malattie monogeniche o patologie cromosomiche (numeriche o strutturali).

La legge n°40/2004 dà il diritto ad ogni coppia di sapere lo stato di salute dei propri embrioni (art.14 comma 5) prima che essi siano trasferiti in utero: è quindi possibile eseguire la diagnosi genetica preimpianto in quelle coppie infertili che si apprestano alla procreazione medicalmente assistita (PMA).

Chi dovrebbe avvalersi del test PGT-M?

Le coppie ad alto rischio personale o familiare di mutazioni monogenetiche.

 

Hai ancora qualche dubbio?
Siamo qui per chiarirtelo.

Il 35% delle cause di sterilità sono di origine femminile, il 35% di origine maschile mentre il 20% è di origine mista attribuibile ad entrambi i partner. Il restante 10% delle cause di sterilità è idiopatica cioè senza causa specifica identificata.

La probabilità di ottenere una gravidanza, a prescindere dalle cause di sterilità, é in funzione dell’età materna. Quando l’età della donna è inferiore ai 35 anni, è probabile che entro il primo anno di rapporti non protetti si instauri una gravidanza. Quando l’età della donna supera i 35 anni il tempo scende ai 6 mesi limite oltre il quale è consigliato rivolgersi ad un centro di fecondazione assistita.

Il principale fattore che influenza le percentuali di successo delle tecniche di fecondazione assistita è l’età materna. 
Scopri i nostri risultati cliccando sul seguente link.

Benchè alcuni tumori sia estrogeni dipendenti, non vi è in letteratura nessuna evidenza che indichi una relazione tra tumore alla mammella ed il “bombardamento ormonale” a cui le pazienti pensano di essere sottoposte durante un ciclo di fecondazione assistita. È tuttavia consigliabile, prima di eseguire un trattamento, valutare con il ginecologo di riferimento l’anamnesi familiare per questo tipo di patologie e, nel caso, eseguire una mammografia.

Attualmente grazie alla Consulta (sentenza 151/2009) è possibile a discrezione del ginecologo, in base all’età della paziente ed alle cause di sterilità, fertilizzare anche più di 3 ovociti. Gli eventuali embrioni sopranumerari evolutivi vengono congelati.

Dopo il transfer degli embrioni, per circa 3-4 giorni, è consigliato un periodo di riposo a casa. Successivamente è possibile tornare al lavoro, evitando di stancarsi eccessivamente e di sollevare pesi.

Non è possibile sapere se si è instaurata una gravidanza prima di 12 giorni dal transfer degli embrioni effettuando l’esame della BHCG sul sangue. In caso di positività il prelievo deve essere ripetuto ogni 4 giorni. Sarà possibile evidenziare la camera gestazionale solo dopo 10 giorni dalla prima Beta.

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Il primo incontro è un passo molto importante nel percorso di ogni coppia che desidera avere un bambino. La nostra Equipe avrà cura di gestirlo nella più totale riservatezza, dedicandoti una consulenza mirata e fornendoti, se necessario, tutto il supporto psicologico di cui hai bisogno.

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06 86275690 | 06 86275830

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